Antiriciclagio e Consulenza del Lavoro: chiarimenti normativi e obblighi per i professionisti

Lโ€™obbligo di rispettare la normativa antiriciclaggio non รจ una novitร  per i professionisti italiani, ma visono ancora oggi margini di ambiguitร  interpretativa, soprattutto in relazione agli adempimenti in materia di amministrazione del personale. A fare chiarezza su questo punto รจ stata la Dott.ssa Giuseppina Spanรฒ, con un approfondimento tecnico rivolto ai Consulenti del Lavoro.

I Consulenti del Lavoro sono soggetti obbligati

I Consulenti del Lavoro, come noto, rientrano tra i soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio, giร  a partire dal D.Lgs. 56/2004 e poi confermati nel D.Lgs. 231/2007. In particolare, sono soggetti a obblighi precisi ogni volta che pongono in essere prestazioni professionali in occasione di operazioni di natura finanziaria, immobiliare o commerciale. Tuttavia, lโ€™art. 17 del D.Lgs. 231/2007 introduce una deroga che ha sollevato alcuni dubbi interpretativi: lโ€™esenzione dagli obblighi di adeguata verifica per le attivitร  di mera redazione e trasmissione delle
dichiarazioni fiscali, nonchรฉ per gli adempimenti legati allโ€™amministrazione del personale.

La posizione del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro

Per fare chiarezza su questa presunta esenzione, sono stati analizzati tre documenti fondamentali emanati dal Consiglio Nazionale e dalla Fondazione Studi:

1. Documento del 17 giugno 2016 โ€“ Norme di comportamento dei Consulenti del Lavoro nei confronti dei CED (Centri Elaborazione Dati): chiarisce che i CED possono svolgere esclusivamente attivitร  di natura esecutiva e meccanica (es. inserimento dati e stampa), ma non attivitร  che comportano valutazioni tecnico-giuridiche.

2. FAQ n.1 โ€“ 5 settembre 2017 โ€“ Conferma che il Consulente del Lavoro รจ soggetto agli obblighi antiriciclaggio, con la sola esclusione delle attivitร  di mera redazione e trasmissione.

3. Approfondimento della Fondazione Studi โ€“ 23 maggio 2018 โ€“ Ribadisce che qualsiasi attivitร consulenziale, anche implicita, rientra tra quelle soggette ad adeguata verifica della clientela.

Quando si applica lโ€™esenzione?

Lโ€™esenzione prevista dallโ€™art. 17 del D.Lgs. 231/2007 si applica esclusivamente alle attivitร  puramente esecutive svolte dai CED. Non si estende, invece, a prestazioni che prevedano: valutazioni o scelte interpretative; assistenza in ambito ispettivo o contenzioso; gestione delle retribuzioni e variazioni contrattuali. Di conseguenza, qualsiasi forma di consulenza del lavoro esercitata da un professionista iscritto allโ€™Ordine resta pienamente soggetta agli obblighi antiriciclaggio.

Obblighi per i professionisti

Il professionista, quando effettua una prestazione di consulenza: deve effettuare lโ€™adeguata verifica della clientela; รจ tenuto a formare il fascicolo di studio; deve compilare la scheda di rischio.
Tali obblighi permangono anche in assenza di operazioni sospette, ogniqualvolta il professionista ritenga opportuno adottare misure precauzionali.

Conclusioni

La normativa distingue chiaramente tra attivitร  esecutive, che possono essere delegate ai CED e sono esenti dagli obblighi antiriciclaggio, e lโ€™attivitร  consulenziale, che invece implica responsabilitร  dirette e specifiche in capo al professionista.

In sintesi, il Consulente del Lavoro rimane soggetto agli obblighi antiriciclaggio ogni volta che svolge una prestazione che va oltre la mera trasmissione o elaborazione dati. In un contesto normativo sempre piรน esigente, รจ fondamentale saper distinguere con precisione tra ciรฒ che puรฒ essere delegato e ciรฒ che rientra nella propria responsabilitร  professionale.

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